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Pasto in famiglia: non solo un retaggio del passato.

pranzo in famiglia

Rinunciare al pasto in famiglia per pranzare da soli? Pare essere una delle prime cause di infelicità! 

lo dice uno studio della Oxford University e non è difficile da comprendere. L’uomo, scontato dirlo, è da sempre un essere sociale e trova nel cibo un ingrediente fondamentale di unione e condivisione. Il beneficio è legato al rilascio di endorfine. Tale fenomeno si verifica anche durante il consumo di un pasto in famiglia, in mensa con colleghi, al ristorante con gli amici o con il consumo di  dolci e prelibatezze. A proposito, nel mio ultimo  articolo ho parlato di come dolcificare a zero calorie (se vuoi saperne di più clicca qui). Il cibo quindi, è un elemento di unione. La sua funzione è espressa etimologicamente nel termine <<compagno>>,  che deriva da companio, composto da cum (insieme) e panis (pane).  

“Più triste del mendicante è l’uomo che mangia solo in pubblico. Niente di più contradditorio rispetto alle leggi dell’uomo o dell’animale, perche le bestie hanno sempre la dignità di spartire o di contendersi il  cibo.Colui che mangia solo è già morto. [Baudrillard, 1987]

 “Più triste del mendicante è l’uomo che mangia solo in pubblico”

 Affermazione forte vero? Io non ho dubbi in merito. Certo dobbiamo tener presente che il sociologo J.Baudrillard faceva questa riflessione negli ormai lontani anni ’80, dopo essere stato a New York. La società è cambiata molto da allora. Permane quel senso di nostalgia, pensando ai pranzi in famiglia, quando si poteva ascoltare la storia del nonno da giovane, si aiutava la nonna ad apparecchiare e non si poteva fuggire dalle scomode domande dei genitori sulla scuola. Si mangiava lentamente, si raccontava la provenienza del cibo, si mettevano in discussione i segreti culinari della nonna. Oggigiorno  non si ha più tempo per i pranzi in famiglia. E’ sempre più difficile conciliare le esigenze di tutti durante la settimana. Forse solo la Domenica, giorno in cui si riscopre il piacere di pranzare in famiglia e si sceglie il ristorantino di tendenza o l’agriturismo a km “0”.Ll’importante è che ci sia il WiFi! Tra un selfie ed un commento si  racconta al mondo “cosa e come” si sta mangiando e ci si sta dimenticando di “con chi” lo si sta facendo. Mi verrebbe da dire che: “più triste dell’uomo che mangia solo in pubblico è l’uomo che mangia con lo smartphone”.

“chi mangia  da solo si affoga” – proverbio abruzzese

Il Pranzo in famiglia è davvero cosi salutare?

A tal proposito si è espresso anche un altro studio, condotto dall’Università britannica di Birmingham, di cui si è parlato anche sulla  rivista British Journal of Nutrition (approfondisci qui). Secondo lo studio mangiando in compagnia si tende a scegliere alimenti più calorici, mentre mangiando da soli si opta per cibi più sani. Per non parlare del consumo di alcol, incrementato dalla condivisione dei pasti. 

In conclusione

Diventa davvero complicato districarsi. Per me il cibo è sempre stato legato a sensazioni di piacere. Di qualsiasi forma esse siano. Credo che l’unica via possibile sia che ognuno di noi si interroghi su cosa è bene per sé ed agisca di conseguenza. Inutile cercare regole quando ci sono in ballo troppe variabili  psicologiche , antropologiche ed  emozionali.